Pagine

lunedì 24 gennaio 2011

Giampaolo Virga Band: intervista ad una band romana

Ascoltare musica è una delle mie grandi passioni e guardare gli artisti dal vivo ancor di più. Ebbene, questa band dal vivo sprigiona energia! Si chiamano Giampaolo Virga Band e li ho conosciuti su Twitter. Mi sono piaciuti subito, così ho deciso di postarli perchè sarà un piacere farveli conoscere! Dei ragazzi in gamba e gentilissimi che hanno voglia di far conoscere la loro musica e io sono qui per aiutarli!

Giampaolo Virga Band
Giampaolo Virga nasce a Roma. Dopo esperienze in varie band con cui produce alcuni cd e molti live in giro per l'Italia, nel corso dell'estate 2007 forma un progetto omonimo assieme al chitarrista Francesco Ambrosini. Dalla collaborazione nasce l'autoprodotto "Profili Irregolari" (Dicembre 2008) che raccoglie recensioni incoraggianti nel circuito delle radio web. 
A partire dal 2009 il duo si avvale delle collaborazioni di Gabriele Tinari (batterista) e Davide Diana (Batterista e percussionista) trovando successivamente il giusto allineamento e sound con l'ingresso di Luca Balducci, tastierista con supporto Mac Station.
La Giampaolo Virga Band inizia così a promuovere "Profili Irregolari" in versione live sia a Roma che fuori provincia e, contemporaneamente, con il supporto del music management a cura di Sandra De Curtis e del fotografo Dario Paolini, comincia a prendere forma una piccola indie factory.
Nel corso dei mesi, il gruppo registra del nuovo materiale ed amplia la struttura del proprio progetto grazie all'arrivo di Dario Masani (batteria) e alla collaborazione con il regista Enzo Cittadino.
Risultati tangibili sono il mini live acustico effettuato negli studi di Radio Città Aperta (Roma) e la partecipazione alla Festa della Libertà 2010 di Zocca (nata da un'idea di Vasco Rossi e Massimo Riva), dove l'esibizione della Giampaolo Virga Band viene accolta molto positivamente dagli addetti ai lavori.

A Dicembre 2010 sarà pubblicato "Alibi Allo Specchio", secondo capitolo musicale del gruppo, accompagnato dal videoclip del singolo "Cinque Anni" girato da Enzo Cittadino.


Componenti del gruppo:
GIAMPAOLO VIRGA: voce e basso elettrico
FRANCESCO AMBROSINI: chitarre e cori
LUCA BALDUCCI: tastiere, Mac Station e cori
DARIO MASANI: batteria e percussioni













Intervista

Quanto è difficile oggi in Italia far valere la propria bravura?
Certo, oggi non è facile emergere ma avendo facoltà percettive e pazienza per andarla a cercare, in giro, si può trovare tanta buona musica.

Hai avuto sostegno da parte delle persone a te vicine e se si, quanto ha contribuito nel processo che ti ha portato a diventare un cantante?
Direi un buon sostegno iniziale che ha avuto il clou proprio nell’amalgamarsi del lavoro svolto con la band e con la costruzione di questa factory. La band e lo staff mi spronano sempre a dare il massimo e questo, per un cantante, è sempre di primaria importanza, specialmente durante i live, dove il gruppo deve colpire il pubblico direttamente all’anima.

Si vive di sola musica ai livelli in cui siete voi oppure vi dedicate anche ad altri lavori?
Dario, il nostro batterista, è un professionista. Noi abbiamo anche altri lavori al di fuori della musica.

Quando nasce la passione per la musica e qual è stata la svolta che ti ha fatto capire che questa sarebbe stata la strada giusta?
La passione per la musica nasce con la scoperta del rock’n’roll, proseguita con tante esperienze in alcune band fino ad arrivare all’uscita di “Alibi allo Specchio” che per tutti noi è un po’ una “summa” delle emozioni vissute negli ultimi anni. Per quanto riguarda la strada giusta, pensiamo che quando si porta la musica nel cuore, si è sempre nella giusta direzione.

Che tipo di musica ascoltate?
La nostra ispirazione nasce dall’ascolto di molteplici espressioni musicali.

Vi siete mai ispirati a qualcuno o ad un tipo di musica in particolare?
I punti di riferimento più importanti sono sicuramente ricercabili nel rock inglese dei primi anni ’70 e quindi Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Hendrix, Deep Purple, Queen ma anche nella musica italiana di Battisti o Battiato.

Se un giorno qualche cantante o gruppo vi proponesse un duetto, chi apparirebbe nel vostro immaginario?
Max Gazzè. Chissà cosa ne verrebbe fuori!

Qual è il vostro genere musicale?
Sicuramente rock, contaminato da venature progressive e psichedeliche.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Il progetto principale è sicuramente far sviluppare questa factory che è la Giampaolo Virga Band e chiaramente di portare la nostra musica nel miglior modo alle orecchie di più persone possibili, sia in Italia che all’estero. Noi e lo staff stiamo lavorando sodo per cercare di realizzare tutto questo.

Musicisti si nasce o si diventa?
Essere musicisti è probabilmente una facoltà innata.

Avete trovato molte difficoltà nell’imporvi all’interno del panorama musicale italiano?
Cerchiamo di proporre il nostro punto di vista musicale con tanta tanta   
passione per la musica, la quale azzera fatiche e difficoltà. Se il nostro discorso 
si articolerà in maniera sensibile, significa che avremo lavorato bene. Stiamo iniziando a proporci adesso all’interno del panorama musicale italiano e vedremo cosa succederà.

Quanto hanno contribuito internet e nello specifico i social network nella diffusione dei vostri brani?
Riteniamo che Internet e i social network siano fondamentali per ogni musicista o band che ha l’obbiettivo di farsi conoscere. Con un click è infatti possibile  raggiungere un numero di ascoltatori inimmaginabile in ogni parte del mondo.

Come mai avete scelto il brano “Cinque Anni” per fare il video clip?
Perché ci è sembrato da subito il pezzo più accattivante, ottimo come biglietto da visita della band. Poi la bravura di Enzo Cittadino (regista), di Sandra De Curtis (la nostra manager) e degli amici che hanno partecipato al clip insieme a noi, hanno fatto la differenza e reso possibile tutto questo.

Virga e Ambrosini sono i due cantautori, come nasce una canzone a quattro mani?
Come duo compositivo, suonando assieme da anni, siamo abbastanza testati. Uno mette un’idea, l’altro sviluppa l’arrangiamento mentre il testo viene inserito in un secondo momento…questo è l’iter che, però, può di solito avvenire anche a parti inverse. Nel caso de “Il tempo di uno sguardo”, invece, l’apporto è venuto, di concerto, da tutto il gruppo, rendendo la canzone vissuta e sentita a 360 gradi.

Quali sentimenti muovono la mano del cantautore?
Per quanto ci riguarda, le migliori ispirazioni nascono in momenti in cui l’anima è sollecitata a trasporre in musica particolari sensazioni vissute. Sensazioni che colpiscono la mente, il cuore e l’anima di chi scrive e che, di conseguenza,fanno riflettere. Momenti in cui si è in difficoltà e in cui la musica sublima ciò che dicono i sensi.

Animozione è un bellissimo brano di sola musica, è stato studiato oppure è nato in un momento di pura ispirazione?
E’un brano scritto spontaneamente e legato ad un momento importante della nostra vita.

Qual è stato il live dove vi siete divertiti di più e perché?
Sicuramente la partecipazione, avvenuta nello scorso agosto, alla Festa della Libertà di Zocca, nata da un’idea di Vasco Rossi e dal compianto Massimo Riva. E’stata un’occasione per incontrarci con tante band provenienti da altre parti d’Italia ed eravamo l’unico gruppo proveniente dalla nostra città. Una bella soddisfazione.

Qual è il sogno comune della band?
Avere un pubblico che apprezzi il lavoro che svolgiamo con passione sui brani.

La Giampaolo Virga Band è un insieme di musicisti appassionati e accomunati dalla musica oppure è un gruppo di amici con la stessa dedizione per quest’arte?
Siamo un insieme di Musicisti che amano suonare con passione e perché no, a volte anche con un pizzico di sana follia.

Cosa consigliereste a chi volesse intraprendere la vostra stessa strada?
Di circondarsi di musica, suonare tanto, di divertirsi e soprattutto di tenere alla musica come un bene prezioso.





Una band di musicisti appassionati e con tanta voglia di arrivare fino al cuore di chi li ascolta. Il mio consiglio è di vederli dal vivo se volete provare delle belle emozioni.
Good luck Giampaolo Virga Band.
Sonia.




Potete contattare la Giampaolo Virga Band tramite:
Twitter: gvirgaband 
My Space: http://www.myspace.com/giampaolovirga
Tube: Il camale di Giampaolo Virga Music 
E-mail: postmaster@giampaolovirga.com




Giampaolo Virga Band: Interview to a Roman band.

Listen to music and see live concerts are ones of my best passions. Well, this band, in live concerts, releases energie! It's Giampaolo Virga Band and I met it on Twitter. I immediately liked it, so, I decided to post it because it's a pleasure for me to introduce it to you. They are smart and polite boys with the desire to advertise their music and I'm here to help them!


Giampaolo Virga Band.

Giampaolo Virga was born in Rome. After many experiences in different bands, the cutting of various records and many live concerts around Italy, during the summer of 2007, he set up a project together with the guitar player Francesco Ambrosini. From this collaboration, in December 2008, originated the autoproduced " Profili Irregolari" record which received encouraged critique on radio webs. Since 2009 the duo has recourse to the collaboration of Gabriele Tinari (Drummer) and Davide Diana (Drummer and percussionist) finding the right sound with the entry of Luca Balducci, Keyboardist with Mac Station support.

mercoledì 24 novembre 2010

I Diari di Seaport: intervista ad Elisa e Giulia tra streghe e vampiri

Da sempre sono appassionata di storie di vampiri e quindi andando a in giro per il web e per Facebook, mi sono imbattuta nella pagina de I Diari di Seaport. Ho così incontrato Elisa e Giulia, due dolcissime ragazze, che mi hanno fatto conoscere il loro libro settimana dopo settimana pubblicando un capitolo per volta e coinvolgendomi in questa appassionante storia.
Oggi esce finalmente il tanto atteso "I Diari di Seaport - La sete dei vampiri e il potere delle streghe" che io sono orgogliosa di presentarvi in anteprima.


Elisa Bertini
Nata nel 1988 a Ravenna, dove ha conseguito il diploma presso il Liceo Scientifico.
Attualmente frequenta l’università di Lettere e Filosofia a Bologna. La scrittura è da sempre la sua passione: i suoi primi scritti risalgono a quando aveva dodici anni, quando sotto la forte influenza delle letture degli esponenti della Beat Generation scrisse la sua prima raccolta di racconti.
Proseguendo su questa strada, Elisa è stata collaboratrice de "Il Resto del Carlino" nonché coautrice del romanzo Byron a Pezzi (Fernandel, 2008).

Giulia Ottaviani
Nata nel 1988 a Ravenna, dove ha conseguito il diploma presso l’ Istituto d’ Arte per il Mosaico.
Da sempre grande appassionata d’arte (attualmente frequenta la facoltà di Beni Culturali a
Ravenna), ha riversato questa sua grande attitudine nella vita e quindi anche nei romanzi che scrive, che grazie a questo possono vantare notevoli riferimenti alla cultura dell’ Antico Egitto e alla sua meravigliosa mitologia.
L’ amicizia di queste due giovani scrittrici è nata sui banchi di scuola, quasi dieci anni fa: da allora sono migliori amiche nonché inseparabili sorelle di vita.
I Diari di Seaport è il loro primo romanzo a quattro mani: un progetto nato sulle pagine di
Facebook e cresciuto capitolo dopo capitolo grazie all’entusiasmo dei numerosi lettori.


Trama de "I Diari di Seaport - La sete dei vampiri e il potere delle streghe" 

Melinda ed Elena, amiche inseparabili, sono sempre state considerate due tranquille ragazze normali. Questo almeno finché, al compimento del loro ventunesimo compleanno, non lasciano il College in cui studiano per trascorrere le vacanze estive a Seaport, la piccola città in cui sono nate e cresciute. Ad attenderle, una volta ritornate a casa, c’è un regalo molto speciale: una lettera e due strani medaglioni, che la nonna di Melinda, morta un anno prima, ha voluto fare avere alla nipote e alla sua migliore amica.
Nel frattempo, a Seaport, iniziano a farsi vedere Coven  ed Edric: due giovani imprenditori di New York, bellissimi, ricchissimi, enigmatici... le attività che stanno pianificando sembrano una benedizione per il turismo locale, ma perché ogni volta che le due ragazze li incontrano i medaglioni che portano al collo iniziano a scottare?
Chi sono veramente i due affascinanti stranieri, o meglio: cosa sono?
Cosa cercano di nascondere nel momento in cui intrecciano con Melinda ed Elena una relazione ai limiti della pericolosità?
L’unica cosa sicura è che Melinda ed Elena non sono più soltanto due studentesse modello perché, inaspettatamente, iniziano a manifestare il possesso di strani poteri. E come se non fosse abbastanza difficile per loro accettare la nuova natura di streghe, le due ragazze dovranno affrontare l’impensabile orrore di giovani senza nome che, all’improvviso, vengono ritrovati morti nel bosco.
Chi si nasconde dietro questi omicidi? E perché a Seaport sta succedendo tutto questo? Per scoprirlo, non resta che seguire Melinda ed Elena nel corso di un’avventura ricca di colpi di scena: una storia di streghe e vampiri firmata dalle autrici-rivelazione del nuovo fantasy italiano.


Intervista 

Da chi nasce l’idea di scrivere un libro?
L’idea per questo romanzo è venuta da entrambe, ed è nata soprattutto dalla nostra passione per il genere vampiresco, unitasi ai nostri personali interessi per la cultura egizia e quella celtica, che poi come vedrete abbiamo inserito all’interno dell’ opera.
Per non parlare dello spunto iniziale, tratto da una vecchia bozza di progetto tutta stropicciata, tirata fuori dopo una strana illuminazione arrivata grazie al film “The Ugly Truth”!

Avete sempre scritto oppure è una passione nata da poco?
Elisa: praticamente scrivo da sempre...adoro i libri, che divoro da quando sono piccolissima!  I miei primi scritti risalgono a quando avevo dodici anni. Sono stata collaboratrice de “Il Resto del Carlino”, poi nel 2008 ho pubblicato il mio primo romanzo, come co-autrice (Byron a Pezzi, Fernandel Editore) e ora...vedremo se questa stupenda avventura potrà continuare!
Giulia:  Da tempo solleticavo l’idea, poi realizzatasi concretamente insieme ad Elisa, con la quale ho scritto, oltre a “I Diari di Seaport”, altri precedenti romanzi non ancora pubblicati...mi auguro vivamente di  proseguire su questa fantastica strada!

Quali autori vi hanno ispirato?
Ci siamo ispirate soprattutto ai romanzi della Meyer, della Smith, di P.C. e Kristin Cast, con alcune influenze della Rice e di Stoker, che di conseguenza consigliamo vivamente di leggere!

Vampiri e lupi mannari sul vostro libro. Un amore per il genere fantasy ma, da qualche anno, anche un business di grande successo. Ci avete pensato mentre stendevate il canovaccio?
Direi proprio di si...certo c’è la passione per questa tematica, ma c’è anche la voglia di inserirsi in un mercato che ora come ora offre molte possibilità...siamo giovani e ci piacerebbe costruirci un futuro grazie a questo progetto, gettando così le basi per una carriera che ci auguriamo vivamente abbia successo!

Melinda ed Elena sono le protagoniste del libro. Quanto c’è di voi in queste due eroine?
Tantissimo, ci siamo basate fondamentalmente su noi stesse!
Perciò ci rispecchiano molto... caratterialmente siamo noi, non in tutto e per tutto, ovviamente, ma davvero molto.
Soprattutto  per quanto riguarda il rapporto tra di loro: come noi nella vita reale, anche Melinda ed Elena sono migliori amiche da tanto tempo, così tanto da essere praticamente sorelle!

A chiunque piacerebbe avere dei poteri particolari, ma voi preferireste avere i poteri di una strega o  di un vampiro?
Emh...di entrambi!! Per quanto riguarda la figura della strega, ci piacerebbe da impazzire essere “potenti” ed avere appunto poteri particolari, mentre per quanto riguarda le caratteristiche del vampiro...chi non vorrebbe essere immortale?!

Vi ho seguito su Facebook quando ogni settimana ci allietavate con un nuovo capitolo de “I Diari di Seaport”. Quanto ha contribuito questo network e quindi le vostre fans a rendere possibile la pubblicazione del libro?
Praticamente ha contribuito al 100%!! Senza questa tipologia di diffusione non avremmo avuto la cifra di fans che poi ci ha consentito di venire pubblicate!
Oggi è molto difficile entrare nel mondo dell’ editoria se non hai un nome...c’è stato davvero utile l’elevato numero di lettori che abbiamo su Facebook, che è stato una buona garanzia per la pubblicazione in quanto “percentuale di vendita”!

La vostra vita è già cambiata rispetto a prima della pubblicazione o vi aspettate dei cambiamenti sostanziali all’uscita del libro?
A livello personale è cambiata moooolto positivamente : la soddisfazione di vedere realizzato un sogno è impagabile! Per quanto riguarda i cambiamenti che ci aspettiamo dopo l’uscita fisica del libro...ci auguriamo davvero di cuore che abbia successo, in modo che ci sia permesso di continuare su questa strada, permettendoci di farci una carriera su una passione che vorremmo coltivare.

A quanto pare questo è il primo di una saga, ci avevate già pensato mentre lo scrivevate oppure lo avete deciso insieme all’editore?
Ci avevamo già pensato da subito: abbiamo iniziato a scrivere la storia pensando ad una saga di tre libri.

Che rapporto avete con il vostro editore?Vi aiuta, consiglia, segue?
Il nostro editore? Fantastico!! Ci ha accolte praticamente al buio e con grande entusiasmo, aiutandoci, consigliandoci e facendoci emozionare sempre di più nella creazione di questa nostra “creatura” neo nata!

Che emozione si prova a veder realizzato un sogno come il vostro?
Indescrivibile...soprattutto perché è da tempo che coltiviamo questo sogno, e vederlo finalmente realizzato è davvero impagabile...ci auguriamo che anche i lettori, leggendo il libro, sogno un po’ con noi e con Melinda ed Elena!

Che farete il giorno dell’uscita del libro?
(Ridono) La sera usciremo a festeggiare con la F maiuscola!

Cosa consigliereste a chi vuole intraprendere la carriera dello scrittore o comunque a chi vorrebbe veder pubblicato un suo manoscritto?
Il consiglio più utile che possiamo dare è: ragazzi, ci vuole tanta passione ma anche tanta pazienza...Non disperate mai, anche se i rifiuti saranno tanti, perseverate per la vostra strada, non abbandonate mai se davvero è il vostro sogno. Serve anche molto senso critico e tanta umiltà, non smettete mai di perfezionarvi nel vostro lavoro: c’è sempre da imparare. Ultima cosa: diffidate assolutamente degli editori a pagamento!!

Due nuove scrittrici del Fantasy italiano che oggi iniziano la loro "fantastica" avventura. Io vi auguro tanto successo e tantissime nuove emozioni da dividere con i vostri lettori, nel frattempo corro in libreria a comprare il vostro primo libro!
In bocca al lupo Elisa e Giulia.
Sonia.


Adesso vi lascio al primo capitolo del libro.






















 
Potete contattare Elisa e Giulia tramite:
Facebook: Melinda E Elena Seaport-amicizieEsaurite 
Twitter:  iDiariDiSeaport
E-mail: idiaridiseaport@libero.it


I Diari di Seaport: interview to Elisa and Giulia among witches and vampires

I'm passionate from time immemorial of vampire's stories and making the round of websites and Facebook, I'm come across "I Diari di Seaport" webpage. Thus, I met Elisa and Giulia, two sweet girls, who introduced me to their book, week after week, publishing one chapter at a time and holding my interest from the first pages of this exciting story.
Today, it finally comes out the long-awaited "I Diari di Seaport- la sete dei vampiri e il potere delle streghe" which I'm proud to introduce it to you before everybody else.

Elisa Bertini
She was born in 1988 in Ravenna, where she got a diploma in science secondary school. Currently, she goes to University in Arts faculty in Bologna. Writing always is her passion: her first writings dates from about 10 years ago, when, under the strong influence of the readings of Beat Generation's exponents, she wrote her first collection of short stories.

mercoledì 8 settembre 2010

Andrea Muscarà: intervista a un ragioniere divenuto fotografo

Conosco Andrea grazie a Ilaria Marzoli, la stilista che ho intervistato qualche settimana fa. Scopro le sue origini siciliane quando mi dice che deve tornare a Messina per le vacanze estive e mi ritorna in mente la mia amata terra! Un ragazzo spiritoso e autoironico, che cerca di superare i problemi con un sorriso. Mi piace mettervi a conoscenza di persone così coraggiose e interessanti e sono felice di averlo conosciuto! Ma adesso vi lascio ad Andrea e alla sua vita...


Andrea Muscarà
Una passione si basa su un qualcosa che può farti esprimere al meglio. La fotografia è quel filo che mi lega al mondo reale, che mi fa realizzare che tutto ciò che abbiamo attorno è degno di essere fotografato.
Andrea nasce a Messina nella calda Sicilia, nel 1984. Figlio di una casalinga, stilista e pittrice mancata e di un ragioniere, cresce cimentandosi in mille sport, dal nuoto al calcio al basket. Ne uscirà con una grande passione per lo sport in generale e con qualche piccola ma intensa apparizione a livello agonistico.
Un pò per seguire le orme del padre e della sorella maggiore, un pò per pigrizia, si iscrive alle superiori, presso l'Istituto Tecnico Commerciale Jaci di Messina. 
Dopo aver conseguito il Diploma, cerca di addentrarsi nel mondo del lavoro con discreti risultati, fino al momento in cui decide di iscriversi all'Università, scelta un pò azzardata, dato che l'Università di Messina non farà altro che deludere la sua voglia di sapere e di fare.
Ma ad un certo punto arriva la svolta. Durante un tirocinio presso uno studio commerciale, riceve una mail dallo IED, l'Istituto Europeo di Design di Milano che lo contatta per via di foto pubblicate in alcuni siti di movida notturna e su Flickr, un contenitore di immagini.
Andrea decide di accettare l'offerta formativa e nonostante la grave malattia del padre, che lo spinge a continuare ed a perseverare, riesce a portare a termine gli studi di specializzazione in Fotografia e Arti Visive con ottimi risultati, tanto da essere contattato da Zagato Motors per un servizio fotografico presso il loro showroom per l'anniversario AlfaRomeoZagato nel Giugno 2010. 
















Da ragioniere a fotografo, una scelta ponderata o un attimo fuggente preso al volo? 
Non mi sarei mai aspettato una domanda del genere, effettivamente è la scelta più assurda e insensata che potessi fare, intraprendere una nuova strada, totalmente diversa da quella che in famiglia si è seguita per generazioni. Attimo fuggente, decisione e voglia di cambiamento.

Quale fotografia vorresti scattare?
Amo i ritratti, amo la gente che sa prendersi in giro, sono io il primo a evidenziare le mie imperfezioni nelle foto che mi scatto o mi vengono scattate dai colleghi (sfato il mito del fotografo che non si fa fotografare e resta anonimo). La foto che vorrei scattare … bella domanda! Così su due piedi direi subito il ritratto di una celebrità, ma non il solito convenzionale ritratto da copertina, un ritratto naturale al massimo, con tutte le imperfezioni o le sfumature che photoshop e i giornali nascondono, magari con un abbigliamento totalmente casalingo, niente “abbottonamenti” e “doppiopetto” vari.

Secondo quale criterio scegli i tuoi soggetti?
Sono soggetti divertenti, gente carica di autoironia, che sappia comportarsi davanti ad un obiettivo o anche alle prime armi. Mi piace farmi trasmettere il loro stato d’animo e condividere le idee, proporre e ascoltare.

Che tipo di fotografia preferisci?
Adoro i ritratti e lo still life (nel gergo sono le foto di oggetti che si usano spesso in pubblicità) mi sono specializzato anche in moda e pubblicità, ma dettaglio still life è il mio pezzo forte!

Quale obiettivo preferisci?
Lavoro spesso con un 50mm adatto ai ritratti, ma ho lavorato con tutti gli obiettivi possibili della gamma.. uno dei prossimi acquisti sarà un teleobiettivo che si usa spesso anche per ritratto, eventi sia sportivi che di altro genere. Il mio primo amore però è il top gamma Canon il 24-70mm con distanze focali e un gruppo lenti incredibilmente perfetto.. il prezzo però è proibitivo!


Vorresti lavorare o fare un’esperienza a livello internazionale?Dove?
Mi piacerebbe. Forse il prossimo autunno farò un salto a Londra, spero di poter mettere in atto un progetto (top secret) che cercherò di vendere a qualche rivista, però mi piacerebbe rimanere in pianta stabile, nonostante il grigiore! Penso sia fondamentale riuscire a tirare fuori il bello e i colori anche da tutto quel grigio.


Cosa ti aspetti dal futuro?
Un contratto presso un’agenzia? Una mostra in un Museo Newyorkese? (ride) no, forse chiedo troppo! Mi piacerebbe ma so che è molto difficile. Potrei comunque continuare il lavoro freelance, o aprire uno studio mio.

Da cosa o da chi sei ispirato?
Dal corpo femminile... no dai scherzo! Sono ispirato dalle linee, dalle forme e dalle curve... ecco allora si, sono proprio ispirato dal corpo femminile! Ci hanno spesso consigliato di studiare l’anatomia del corpo umano, capire e interagire, scoprire e perdersi in questo spettacolo della natura. Gli spunti, l’ispirazione e tutto ciò che tiro fuori dalle mie foto sono tutte derivanti dalla sinuosità del corpo umano.

Quali sono le qualità che deve possedere un bravo fotografo? 
Sicuramente l’umiltà, l’occhio, la memoria, la creatività e soprattutto non deve soffrire il daltonismo!

Digitale o analogica?
Direi analogica a vita, se ponessimo nelle mani di molte persone una macchina analogica avremmo sicuramente meno oscenità sul web! Però la comodità ( e io sono una persona pigra) del digitale aiuta troppo!

Com’è la vita al di fuori dell’Università?
Passo il tempo a sperimentare, pensare quale sarà il mio prossimo progetto, cercare qualcosa di nuovo e informarmi su ciò che hanno fatto gli altri fotografi per evitare scopiazzamenti. Proprio in questi giorni il cielo della Sicilia mi sta proponendo spunti nuovi, un progetto sulle nuvole, perché da piccolo spesso avevo la testa tra le nuvole, forme geometrie e linee.. quello che per me in una fotografia è fondamentale! Ho comunque finito la specializzazione quindi la mia vita adesso è totally free!

Lo IED è un istituto conosciuto e stimato, com’è stata la tua esperienza?
Negativa, mi spiace dirlo, ma non tutto ciò che ho imparato lo devo all’organizzazione della specialistica. Molta confusione, molti battibecchi tra professori e antipatie varie. Bisogna fare un buon gruppo prima di insegnare. Fortunatamente per loro è stato l’ultimo anno di insegnamento. Positiva per l’affetto che molti di loro hanno dimostrato durante l’anno e per le parole di coraggio che ci hanno trasmesso.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?
Non vi mettete in mezzo, sono cinico e bastardo, vi metterò il bastone tra le ruote! Scherzo!!!Un consiglio, non solo per l’ambito fotografico, ma per la vita:  andate avanti, sfidate il destino, stringete i denti e quando vi diranno “c’è crisi, non si lavora..” fate una cosa, inventatevi un progetto, presentatelo ovunque e quando ve le hanno pubblicate, tornate da chi vi ha detto di no e sbattetegliele in faccia!



 
Andrea sa ridere e prendere la vita con allegria, proprio quello che molti dovrebbero imparare a fare. E' inutile battere i piedi in terra e lagnarsi se nessuno stima il nostro sudatissimo lavoro perchè non abbiamo le conoscenze giuste, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di far vedere al mondo di cosa siamo capaci!
In bocca al lupo per la tua vita Andrea.

Sonia.
Mi sono avvicinato per caso alla Fotografia, ho subito avuto sete di imparare e conoscere sempre cose nuove, fino al frequentare un corso di specializzazione. Il resto verrà da se...


Potete contattare Andrea tramite:
Facebook: http://www.facebook.com/andrea.muscara
Sito Web: www.andreamuscara.it/AM/My_home.html

Email:
info@andreamuscara.it
ph: +39 347 158 0681

__________________________________________________________________


Andrea Muscarà:  interview to an accountant turned into a photographer.

I met Andrea thanks to Ilaria Marzoli, the stylist I interviewed some weeks ago. I discovered his Sicilian roots when he told me that he had to come back to Messina for this summer holidays and this reminds me my loved homeland! An ironic and funny man, who wants to overcome problems with a smile. I like to introduce people so interesting and bold and I'm very glad to have met him!

Andrea Muscarà

"A passion acts on something that can made express youself in the best way. Photograph is that thread which binds me to the real world and makes me realize that all we have around is worthy to be photographed."


Andrea was born in Messina in 1984. Son of a house wife, or better , a non-stylist and non-painter woman, and an accountant, he grew up venturing on thousands of sports, from swimming to football to basketball. What remained, were a great passion of sports in general and a little but intence appearance in agonistic level.