mercoledì 24 novembre 2010

I Diari di Seaport: intervista ad Elisa e Giulia tra streghe e vampiri

Da sempre sono appassionata di storie di vampiri e quindi andando a in giro per il web e per Facebook, mi sono imbattuta nella pagina de I Diari di Seaport. Ho così incontrato Elisa e Giulia, due dolcissime ragazze, che mi hanno fatto conoscere il loro libro settimana dopo settimana pubblicando un capitolo per volta e coinvolgendomi in questa appassionante storia.
Oggi esce finalmente il tanto atteso "I Diari di Seaport - La sete dei vampiri e il potere delle streghe" che io sono orgogliosa di presentarvi in anteprima.


Elisa Bertini
Nata nel 1988 a Ravenna, dove ha conseguito il diploma presso il Liceo Scientifico.
Attualmente frequenta l’università di Lettere e Filosofia a Bologna. La scrittura è da sempre la sua passione: i suoi primi scritti risalgono a quando aveva dodici anni, quando sotto la forte influenza delle letture degli esponenti della Beat Generation scrisse la sua prima raccolta di racconti.
Proseguendo su questa strada, Elisa è stata collaboratrice de "Il Resto del Carlino" nonché coautrice del romanzo Byron a Pezzi (Fernandel, 2008).

Giulia Ottaviani
Nata nel 1988 a Ravenna, dove ha conseguito il diploma presso l’ Istituto d’ Arte per il Mosaico.
Da sempre grande appassionata d’arte (attualmente frequenta la facoltà di Beni Culturali a
Ravenna), ha riversato questa sua grande attitudine nella vita e quindi anche nei romanzi che scrive, che grazie a questo possono vantare notevoli riferimenti alla cultura dell’ Antico Egitto e alla sua meravigliosa mitologia.
L’ amicizia di queste due giovani scrittrici è nata sui banchi di scuola, quasi dieci anni fa: da allora sono migliori amiche nonché inseparabili sorelle di vita.
I Diari di Seaport è il loro primo romanzo a quattro mani: un progetto nato sulle pagine di
Facebook e cresciuto capitolo dopo capitolo grazie all’entusiasmo dei numerosi lettori.


Trama de "I Diari di Seaport - La sete dei vampiri e il potere delle streghe" 

Melinda ed Elena, amiche inseparabili, sono sempre state considerate due tranquille ragazze normali. Questo almeno finché, al compimento del loro ventunesimo compleanno, non lasciano il College in cui studiano per trascorrere le vacanze estive a Seaport, la piccola città in cui sono nate e cresciute. Ad attenderle, una volta ritornate a casa, c’è un regalo molto speciale: una lettera e due strani medaglioni, che la nonna di Melinda, morta un anno prima, ha voluto fare avere alla nipote e alla sua migliore amica.
Nel frattempo, a Seaport, iniziano a farsi vedere Coven  ed Edric: due giovani imprenditori di New York, bellissimi, ricchissimi, enigmatici... le attività che stanno pianificando sembrano una benedizione per il turismo locale, ma perché ogni volta che le due ragazze li incontrano i medaglioni che portano al collo iniziano a scottare?
Chi sono veramente i due affascinanti stranieri, o meglio: cosa sono?
Cosa cercano di nascondere nel momento in cui intrecciano con Melinda ed Elena una relazione ai limiti della pericolosità?
L’unica cosa sicura è che Melinda ed Elena non sono più soltanto due studentesse modello perché, inaspettatamente, iniziano a manifestare il possesso di strani poteri. E come se non fosse abbastanza difficile per loro accettare la nuova natura di streghe, le due ragazze dovranno affrontare l’impensabile orrore di giovani senza nome che, all’improvviso, vengono ritrovati morti nel bosco.
Chi si nasconde dietro questi omicidi? E perché a Seaport sta succedendo tutto questo? Per scoprirlo, non resta che seguire Melinda ed Elena nel corso di un’avventura ricca di colpi di scena: una storia di streghe e vampiri firmata dalle autrici-rivelazione del nuovo fantasy italiano.


Intervista 

Da chi nasce l’idea di scrivere un libro?
L’idea per questo romanzo è venuta da entrambe, ed è nata soprattutto dalla nostra passione per il genere vampiresco, unitasi ai nostri personali interessi per la cultura egizia e quella celtica, che poi come vedrete abbiamo inserito all’interno dell’ opera.
Per non parlare dello spunto iniziale, tratto da una vecchia bozza di progetto tutta stropicciata, tirata fuori dopo una strana illuminazione arrivata grazie al film “The Ugly Truth”!

Avete sempre scritto oppure è una passione nata da poco?
Elisa: praticamente scrivo da sempre...adoro i libri, che divoro da quando sono piccolissima!  I miei primi scritti risalgono a quando avevo dodici anni. Sono stata collaboratrice de “Il Resto del Carlino”, poi nel 2008 ho pubblicato il mio primo romanzo, come co-autrice (Byron a Pezzi, Fernandel Editore) e ora...vedremo se questa stupenda avventura potrà continuare!
Giulia:  Da tempo solleticavo l’idea, poi realizzatasi concretamente insieme ad Elisa, con la quale ho scritto, oltre a “I Diari di Seaport”, altri precedenti romanzi non ancora pubblicati...mi auguro vivamente di  proseguire su questa fantastica strada!

Quali autori vi hanno ispirato?
Ci siamo ispirate soprattutto ai romanzi della Meyer, della Smith, di P.C. e Kristin Cast, con alcune influenze della Rice e di Stoker, che di conseguenza consigliamo vivamente di leggere!

Vampiri e lupi mannari sul vostro libro. Un amore per il genere fantasy ma, da qualche anno, anche un business di grande successo. Ci avete pensato mentre stendevate il canovaccio?
Direi proprio di si...certo c’è la passione per questa tematica, ma c’è anche la voglia di inserirsi in un mercato che ora come ora offre molte possibilità...siamo giovani e ci piacerebbe costruirci un futuro grazie a questo progetto, gettando così le basi per una carriera che ci auguriamo vivamente abbia successo!

Melinda ed Elena sono le protagoniste del libro. Quanto c’è di voi in queste due eroine?
Tantissimo, ci siamo basate fondamentalmente su noi stesse!
Perciò ci rispecchiano molto... caratterialmente siamo noi, non in tutto e per tutto, ovviamente, ma davvero molto.
Soprattutto  per quanto riguarda il rapporto tra di loro: come noi nella vita reale, anche Melinda ed Elena sono migliori amiche da tanto tempo, così tanto da essere praticamente sorelle!

A chiunque piacerebbe avere dei poteri particolari, ma voi preferireste avere i poteri di una strega o  di un vampiro?
Emh...di entrambi!! Per quanto riguarda la figura della strega, ci piacerebbe da impazzire essere “potenti” ed avere appunto poteri particolari, mentre per quanto riguarda le caratteristiche del vampiro...chi non vorrebbe essere immortale?!

Vi ho seguito su Facebook quando ogni settimana ci allietavate con un nuovo capitolo de “I Diari di Seaport”. Quanto ha contribuito questo network e quindi le vostre fans a rendere possibile la pubblicazione del libro?
Praticamente ha contribuito al 100%!! Senza questa tipologia di diffusione non avremmo avuto la cifra di fans che poi ci ha consentito di venire pubblicate!
Oggi è molto difficile entrare nel mondo dell’ editoria se non hai un nome...c’è stato davvero utile l’elevato numero di lettori che abbiamo su Facebook, che è stato una buona garanzia per la pubblicazione in quanto “percentuale di vendita”!

La vostra vita è già cambiata rispetto a prima della pubblicazione o vi aspettate dei cambiamenti sostanziali all’uscita del libro?
A livello personale è cambiata moooolto positivamente : la soddisfazione di vedere realizzato un sogno è impagabile! Per quanto riguarda i cambiamenti che ci aspettiamo dopo l’uscita fisica del libro...ci auguriamo davvero di cuore che abbia successo, in modo che ci sia permesso di continuare su questa strada, permettendoci di farci una carriera su una passione che vorremmo coltivare.

A quanto pare questo è il primo di una saga, ci avevate già pensato mentre lo scrivevate oppure lo avete deciso insieme all’editore?
Ci avevamo già pensato da subito: abbiamo iniziato a scrivere la storia pensando ad una saga di tre libri.

Che rapporto avete con il vostro editore?Vi aiuta, consiglia, segue?
Il nostro editore? Fantastico!! Ci ha accolte praticamente al buio e con grande entusiasmo, aiutandoci, consigliandoci e facendoci emozionare sempre di più nella creazione di questa nostra “creatura” neo nata!

Che emozione si prova a veder realizzato un sogno come il vostro?
Indescrivibile...soprattutto perché è da tempo che coltiviamo questo sogno, e vederlo finalmente realizzato è davvero impagabile...ci auguriamo che anche i lettori, leggendo il libro, sogno un po’ con noi e con Melinda ed Elena!

Che farete il giorno dell’uscita del libro?
(Ridono) La sera usciremo a festeggiare con la F maiuscola!

Cosa consigliereste a chi vuole intraprendere la carriera dello scrittore o comunque a chi vorrebbe veder pubblicato un suo manoscritto?
Il consiglio più utile che possiamo dare è: ragazzi, ci vuole tanta passione ma anche tanta pazienza...Non disperate mai, anche se i rifiuti saranno tanti, perseverate per la vostra strada, non abbandonate mai se davvero è il vostro sogno. Serve anche molto senso critico e tanta umiltà, non smettete mai di perfezionarvi nel vostro lavoro: c’è sempre da imparare. Ultima cosa: diffidate assolutamente degli editori a pagamento!!

Due nuove scrittrici del Fantasy italiano che oggi iniziano la loro "fantastica" avventura. Io vi auguro tanto successo e tantissime nuove emozioni da dividere con i vostri lettori, nel frattempo corro in libreria a comprare il vostro primo libro!
In bocca al lupo Elisa e Giulia.
Sonia.


Adesso vi lascio al primo capitolo del libro.






















 
Potete contattare Elisa e Giulia tramite:
Facebook: Melinda E Elena Seaport-amicizieEsaurite 
Twitter:  iDiariDiSeaport
E-mail: idiaridiseaport@libero.it


I Diari di Seaport: interview to Elisa and Giulia among witches and vampires

I'm passionate from time immemorial of vampire's stories and making the round of websites and Facebook, I'm come across "I Diari di Seaport" webpage. Thus, I met Elisa and Giulia, two sweet girls, who introduced me to their book, week after week, publishing one chapter at a time and holding my interest from the first pages of this exciting story.
Today, it finally comes out the long-awaited "I Diari di Seaport- la sete dei vampiri e il potere delle streghe" which I'm proud to introduce it to you before everybody else.

Elisa Bertini
She was born in 1988 in Ravenna, where she got a diploma in science secondary school. Currently, she goes to University in Arts faculty in Bologna. Writing always is her passion: her first writings dates from about 10 years ago, when, under the strong influence of the readings of Beat Generation's exponents, she wrote her first collection of short stories.

mercoledì 8 settembre 2010

Andrea Muscarà: intervista a un ragioniere divenuto fotografo

Conosco Andrea grazie a Ilaria Marzoli, la stilista che ho intervistato qualche settimana fa. Scopro le sue origini siciliane quando mi dice che deve tornare a Messina per le vacanze estive e mi ritorna in mente la mia amata terra! Un ragazzo spiritoso e autoironico, che cerca di superare i problemi con un sorriso. Mi piace mettervi a conoscenza di persone così coraggiose e interessanti e sono felice di averlo conosciuto! Ma adesso vi lascio ad Andrea e alla sua vita...


Andrea Muscarà
Una passione si basa su un qualcosa che può farti esprimere al meglio. La fotografia è quel filo che mi lega al mondo reale, che mi fa realizzare che tutto ciò che abbiamo attorno è degno di essere fotografato.
Andrea nasce a Messina nella calda Sicilia, nel 1984. Figlio di una casalinga, stilista e pittrice mancata e di un ragioniere, cresce cimentandosi in mille sport, dal nuoto al calcio al basket. Ne uscirà con una grande passione per lo sport in generale e con qualche piccola ma intensa apparizione a livello agonistico.
Un pò per seguire le orme del padre e della sorella maggiore, un pò per pigrizia, si iscrive alle superiori, presso l'Istituto Tecnico Commerciale Jaci di Messina. 
Dopo aver conseguito il Diploma, cerca di addentrarsi nel mondo del lavoro con discreti risultati, fino al momento in cui decide di iscriversi all'Università, scelta un pò azzardata, dato che l'Università di Messina non farà altro che deludere la sua voglia di sapere e di fare.
Ma ad un certo punto arriva la svolta. Durante un tirocinio presso uno studio commerciale, riceve una mail dallo IED, l'Istituto Europeo di Design di Milano che lo contatta per via di foto pubblicate in alcuni siti di movida notturna e su Flickr, un contenitore di immagini.
Andrea decide di accettare l'offerta formativa e nonostante la grave malattia del padre, che lo spinge a continuare ed a perseverare, riesce a portare a termine gli studi di specializzazione in Fotografia e Arti Visive con ottimi risultati, tanto da essere contattato da Zagato Motors per un servizio fotografico presso il loro showroom per l'anniversario AlfaRomeoZagato nel Giugno 2010. 
















Da ragioniere a fotografo, una scelta ponderata o un attimo fuggente preso al volo? 
Non mi sarei mai aspettato una domanda del genere, effettivamente è la scelta più assurda e insensata che potessi fare, intraprendere una nuova strada, totalmente diversa da quella che in famiglia si è seguita per generazioni. Attimo fuggente, decisione e voglia di cambiamento.

Quale fotografia vorresti scattare?
Amo i ritratti, amo la gente che sa prendersi in giro, sono io il primo a evidenziare le mie imperfezioni nelle foto che mi scatto o mi vengono scattate dai colleghi (sfato il mito del fotografo che non si fa fotografare e resta anonimo). La foto che vorrei scattare … bella domanda! Così su due piedi direi subito il ritratto di una celebrità, ma non il solito convenzionale ritratto da copertina, un ritratto naturale al massimo, con tutte le imperfezioni o le sfumature che photoshop e i giornali nascondono, magari con un abbigliamento totalmente casalingo, niente “abbottonamenti” e “doppiopetto” vari.

Secondo quale criterio scegli i tuoi soggetti?
Sono soggetti divertenti, gente carica di autoironia, che sappia comportarsi davanti ad un obiettivo o anche alle prime armi. Mi piace farmi trasmettere il loro stato d’animo e condividere le idee, proporre e ascoltare.

Che tipo di fotografia preferisci?
Adoro i ritratti e lo still life (nel gergo sono le foto di oggetti che si usano spesso in pubblicità) mi sono specializzato anche in moda e pubblicità, ma dettaglio still life è il mio pezzo forte!

Quale obiettivo preferisci?
Lavoro spesso con un 50mm adatto ai ritratti, ma ho lavorato con tutti gli obiettivi possibili della gamma.. uno dei prossimi acquisti sarà un teleobiettivo che si usa spesso anche per ritratto, eventi sia sportivi che di altro genere. Il mio primo amore però è il top gamma Canon il 24-70mm con distanze focali e un gruppo lenti incredibilmente perfetto.. il prezzo però è proibitivo!


Vorresti lavorare o fare un’esperienza a livello internazionale?Dove?
Mi piacerebbe. Forse il prossimo autunno farò un salto a Londra, spero di poter mettere in atto un progetto (top secret) che cercherò di vendere a qualche rivista, però mi piacerebbe rimanere in pianta stabile, nonostante il grigiore! Penso sia fondamentale riuscire a tirare fuori il bello e i colori anche da tutto quel grigio.


Cosa ti aspetti dal futuro?
Un contratto presso un’agenzia? Una mostra in un Museo Newyorkese? (ride) no, forse chiedo troppo! Mi piacerebbe ma so che è molto difficile. Potrei comunque continuare il lavoro freelance, o aprire uno studio mio.

Da cosa o da chi sei ispirato?
Dal corpo femminile... no dai scherzo! Sono ispirato dalle linee, dalle forme e dalle curve... ecco allora si, sono proprio ispirato dal corpo femminile! Ci hanno spesso consigliato di studiare l’anatomia del corpo umano, capire e interagire, scoprire e perdersi in questo spettacolo della natura. Gli spunti, l’ispirazione e tutto ciò che tiro fuori dalle mie foto sono tutte derivanti dalla sinuosità del corpo umano.

Quali sono le qualità che deve possedere un bravo fotografo? 
Sicuramente l’umiltà, l’occhio, la memoria, la creatività e soprattutto non deve soffrire il daltonismo!

Digitale o analogica?
Direi analogica a vita, se ponessimo nelle mani di molte persone una macchina analogica avremmo sicuramente meno oscenità sul web! Però la comodità ( e io sono una persona pigra) del digitale aiuta troppo!

Com’è la vita al di fuori dell’Università?
Passo il tempo a sperimentare, pensare quale sarà il mio prossimo progetto, cercare qualcosa di nuovo e informarmi su ciò che hanno fatto gli altri fotografi per evitare scopiazzamenti. Proprio in questi giorni il cielo della Sicilia mi sta proponendo spunti nuovi, un progetto sulle nuvole, perché da piccolo spesso avevo la testa tra le nuvole, forme geometrie e linee.. quello che per me in una fotografia è fondamentale! Ho comunque finito la specializzazione quindi la mia vita adesso è totally free!

Lo IED è un istituto conosciuto e stimato, com’è stata la tua esperienza?
Negativa, mi spiace dirlo, ma non tutto ciò che ho imparato lo devo all’organizzazione della specialistica. Molta confusione, molti battibecchi tra professori e antipatie varie. Bisogna fare un buon gruppo prima di insegnare. Fortunatamente per loro è stato l’ultimo anno di insegnamento. Positiva per l’affetto che molti di loro hanno dimostrato durante l’anno e per le parole di coraggio che ci hanno trasmesso.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?
Non vi mettete in mezzo, sono cinico e bastardo, vi metterò il bastone tra le ruote! Scherzo!!!Un consiglio, non solo per l’ambito fotografico, ma per la vita:  andate avanti, sfidate il destino, stringete i denti e quando vi diranno “c’è crisi, non si lavora..” fate una cosa, inventatevi un progetto, presentatelo ovunque e quando ve le hanno pubblicate, tornate da chi vi ha detto di no e sbattetegliele in faccia!



 
Andrea sa ridere e prendere la vita con allegria, proprio quello che molti dovrebbero imparare a fare. E' inutile battere i piedi in terra e lagnarsi se nessuno stima il nostro sudatissimo lavoro perchè non abbiamo le conoscenze giuste, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di far vedere al mondo di cosa siamo capaci!
In bocca al lupo per la tua vita Andrea.

Sonia.
Mi sono avvicinato per caso alla Fotografia, ho subito avuto sete di imparare e conoscere sempre cose nuove, fino al frequentare un corso di specializzazione. Il resto verrà da se...


Potete contattare Andrea tramite:
Facebook: http://www.facebook.com/andrea.muscara
Sito Web: www.andreamuscara.it/AM/My_home.html

Email:
info@andreamuscara.it
ph: +39 347 158 0681

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Andrea Muscarà:  interview to an accountant turned into a photographer.

I met Andrea thanks to Ilaria Marzoli, the stylist I interviewed some weeks ago. I discovered his Sicilian roots when he told me that he had to come back to Messina for this summer holidays and this reminds me my loved homeland! An ironic and funny man, who wants to overcome problems with a smile. I like to introduce people so interesting and bold and I'm very glad to have met him!

Andrea Muscarà

"A passion acts on something that can made express youself in the best way. Photograph is that thread which binds me to the real world and makes me realize that all we have around is worthy to be photographed."


Andrea was born in Messina in 1984. Son of a house wife, or better , a non-stylist and non-painter woman, and an accountant, he grew up venturing on thousands of sports, from swimming to football to basketball. What remained, were a great passion of sports in general and a little but intence appearance in agonistic level.

lunedì 19 luglio 2010

Sebastiano Adernò: intervista ad un poeta

Di Sebastiano mi parla una mia amica e mi chiedo se davvero esistano ancora persone che si facciano rapire dalla poesia, se esiste ancora un animo tanto puro o tanto tormentato da rifugiarsi nei versi. 
Così, spinta dalla mia insaziabile curiosità, ho voglia di conoscerlo e una sera ci sentiamo al telefono e ... sorpresa! Io pensavo di trovarmi davanti un interlocutore siciliano e invece ho la sensazione di parlare con un "colletto bianco" lombardo! 
E' l'uomo giusto, adoro le storie insolite...

Sebastiano Adernò

Nasce ad Avola in provincia di Siracusa nel 1978. Dopo aver conseguito la Maturità Tecnica in Elettronica e Telecomunicazioni decise, sfidando l'ira di sua madre, di iscriversi alla Statale di Milano per dedicarsi alle discipline umanistiche. Non che non fosse un bravo Perito, anzi, essendo uno dei migliori dell'Istituto, la settimana seguente la pubblicazione dei risultati, fu chiamato per fare uno Stage in Germania. Ma il richiamo per l'Arte ebbe la meglio. Così iniziò il suo iter universitario nella Facoltà di Lettere Moderne a Milano. La cosa gli piacque così tanto che preso da una botta d'entusiasmo, superò tutti gli insegnamenti previsti dal suo corso di Laurea quadriennale in soli 3 anni.
Durante gli anni accademici collaborò come recensore letterario presso la rivista Fogli edita dalla casa editrice ARES di Milano. Intanto partecipava come spettatore alla movida poetica Milanese. Conobbe persone che avrebbe ritrovato anni dopo nel circolo virtuoso della poesia come Davide Brullo, Alberto Pellegatta, Tiziana Cera Rosco, Daniele Piccini.
Fare il recensore per Fogli, il cui direttore era l'illuminato Andrea Beolchi, fondatore della casa editrice Medusa, gli permise di avere tra le mani, ciò che di meglio si pubblicava di poesia in quegli anni nel capoluogo lombardo.
Ora di lui possiamo dire che sue  poesie sono apparse in antologie Lietocolle (Il Segreto delle Fragole, Verba Agrestia). E' presente sui  numeri (9/07 e 11/07) della rivista Arte-Incontro edita da Bocca. Inoltre ha pubblicato negli ebook Un fiore di parola e Poesia e monnezza creati dal multiblog viadellebelledonne.wordpress.com.  Nell'antologia Scrittura Amorosa a cura di FaraEditore. E' stato invitato a Benevento assieme agli altri finalisti del III Premio di poesia Gerardino Romano. Si è classificato terzo al Concorso Solaris organizzato da Edizioni Montag di Macerata.  E' stato premiato con una videopoesia al Premio di Poesia In/Civile organizzato dal Comune di San Giuliano Terme di Pisa. Inoltre sue poesie sono apparse  nelle prime cinque antologie legate all'iniziativa Istant-Anthology organizzata da Giulio Perrone Editore di Roma. Vincendo il concorso Pubblica con noi  indetto da Fara Editore ha pubblicato una silloge di trenta poesie dal titolo carminasincronici  nell'antologia “Storie e versi”. Che si è classificato primo al Premio “Ossi di Seppia” e terzo al Premio Fogazzaro.

Da dove nasce il tuo amore per la poesia?
Difficile identificarne l'origine, risalire la filiera sino agli anni dell'infanzia. Dico, cercando di meritarmi un poco di credibilità, che da bambino possedevo un mangiadischi dove mettevo dei 33 giri con le fiabe, la mia preferita era Barbablù. Ora qualcuno dice di aver inventato gli audiobook. Più che la Poesia, io amo l'animo umano. E sono arrivato ad esprimermi in versi, perché questa è sempre stata la forma deputata ad esternare e parlare dell'intimità dell'uomo, ciò che in modo limitante, in Occidente si chiama Anima.

Da cosa sei ispirato?
Da tutto ciò in grado di attirare la mia attenzione, tutto ciò capace di scalfire la mia corteccia prefrontale regalandomi un piccolo schock addizionale.

Oggigiorno è difficile mandare avanti una passione come la poesia in Italia?
Già, per due fondamentali motivi: il primo dovuto al fatto che la gente, e come gente intendo la massa poco pensante e troppo votante, non ha minimamente idea di cosa sia la poesia. Rimangono convinti che Leopardi fosse depresso, Pascoli incestuoso, Montale ermetico come i contenitori da frezeer. Il secondo è più materiale: la poesia non vende, ergo poco soldi, soldini, cash e grana.

Da che sentimento sei spinto quando scrivi?
Se fossi spinto da un sentimento, sarei un poeta mediocre come la maggior parte di quelli che riempe le tasche degli editori, convinti di essere persone brave e sensibili. La sfera emozionale è già parecchio deleteria nella vita, figuriamoci in poesia. I sentimenti sono da abolire, sono la cosa più retorica che esista, già nel pensarli. Hanno avuto così tanta decodificazione nella storia della cultura occidentale, da obbligarmi a non trattarli. Io, quando scrivo, sondo le parti più nobili della mia mente. Quelle più raffinate, inaccessibili per molti, lì dove nasce l'astrazione, la logica speculativa. E per far ciò necessito di grande concentrazione, devo essere molto presente; in quei meandri è facile perdersi, o venirne rigettati. Meditazione, non cavalloni emozionali.

Avresti mai pensato che da “grande” saresti diventato un poeta?
Certo, e ne sono ancora convinto; anzi adesso non mi accontento più di allora, e penso che da grande voglio diventare un grande, grandissimo poeta.
  
Sei nato in Sicilia ed hai vissuto per tanti anni in Lombardia, ma adesso sei tornato. TI senti più lombardo o più siciliano?
Diciamo che mi sento più io. Un uomo di mondo, che ha viaggiato per tutta Europa, letto moltissimo. Sono apolide, e me ne compiaccio. Ai bambini divorziati si chiede: vuoi più bene alla mamma o al papà. La risposta è: voglio più bene a me. Io, ad esempio mi sento profondamente radicato nell'Italia della Bellezza e della Padronanza Artistica. Amo la mia lingua, amo il lavoro degli uomini, che in tutte le ere, hanno lasciato traccia delle loro intelligenze. Sono italiano, almeno così c'è scritto nella mia Carta d'Identità.

Figlio d’arte o passione innata?
Figlio di Maestra e Panettiere. Uomo autodidatta. Di ciò che mi è stato insegnato conservo i diplomi. Tutto il resto l'ho imparato da me.

Dentro di te c’è il sacro fuoco dell’arte che ti consuma o i tuoi versi ti portano ad uno stato d’animo sereno?
Solo essere bravo in ciò che faccio mi rende sereno. Più che Sacro Fuoco, parlerei di irrequietezza cronica, bipolarismo, salto dell'ostacolo, salto dell'asta, hai presente le olimpiadi?  Se non avessi tensione, i miei affari sarebbero mosci. E oggi che neanche ad 85 anni si accetta di essere mosci, io che ne ho poco più di 30, espleto in pieno le mie abilità erettili, nella vita e in poesia.

Dove ti rifugi quando devi scrivere?
Sul treno a lunga percorrenza. Il treno mi concilia parecchio lo scrivere. So di avere 18 ore libere, così mi adopero.

Che cosa consiglieresti a chi vuol portare avanti il tuo sogno?
Intanto che non è un sogno. E a tutti faccio leggere “Lettere ad un giovane poeta” di Rilke.
Lì è spiegato bene questo mestiere, ed aiuta molto nell'autoanalisi dei motivi reali o apparenti per i quali uno decide di cimentarsi in un'attività completamente inutile e bistrattata come la poesia.


Mi rapisce il suo linguaggio ricercato e le sue risposte appassionate. Sono onorata di averlo conosciuto e di averlo pubblicato per farvelo conoscere! Adesso non posso far altro che lasciarvi alla sua poesia.



FORGIARE UN CREDO
 
il direttore del circo legiferava
e messe in morsa le tempie
con colpi di scalpello sul crinale
il nano, la notte, forgiava un credo
con cui praticare un millimetro
sull'asse di inclinazione terrestre
e risalire una treccia
scartando caramelle
ad ogni nodo



MIGRANTE

un primitivo controllo ai confini
fino all'ultima stazione dello sguardo
- la vista si perde -
del nulla è meglio non parlare, imprimere deriva alla memoria
e rinnovare il diritto alla sosta, sulla soglia
di ciò che non sappiamo
per giorni avremo la noia anticipata
e nei corpi un mosaico di cellule
chiuso e mortale, una collettiva
che scava al centro perpendicolare della fame
meglio non pensarci
mentre la notte trasborda
il nulla nel tempo orizzontale
e per l'acqua il mare da sotto svuota,
suggerisce, sterilizza i confini tra la sete
e i nomi sulle pietre levigate dalle lacrime
essere semina e falce
ci pare un'ingiusta benedizione
il mare è pieno di corpi
troppe eredità si contendono ogni notte un abisso
mentre perdura
il moto costante che ha reso la sabbia così fine
da restituire il tempo in quella clessidra
che scorre dal primo giorno
in cui fu coniata la parola naufragare
e che dire delle spinte dorsali, in voga di remare
fuori da questa spirale
che chiamano cattiva provvidenza
e ora che la paura scassa
come un chiodo che ha trovato la giusta vena
se toccheremo terra
prometto di sopportare
più del palmo della mano
il cielo a venire
e la sua elemosina di sereno



FILINONA

all'ora del filinona
tra l'impazzire delle cicale
l'eros sta sospeso nell'aria satura
gli ulivi, attraverso i miei polmoni,
respirano
la lucertola s’asciuga le ossa
e non c’è anfratto o costola dove nascondersi
dalle punte del ponente
che avanzato dall’Africa e rimosso il superfluo
sfronda il tuo sesso appeso ad un guscio di mandorla
perché io possa
colto e tolta la scorza, munto
e filtrata la fezza,
estrarne latte per le mie labbra



Potete contattare Sebastiano tramite:
Facebook: http://www.facebook.com/adranos
Sito Web:
http://adranos.wordpress.com/
Email:
sebastiano.aderno@gmail.com
MSN: adranoa@hotmail.com


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Sebastiano Adernò: interview to a poet

One day, a friend of mine has mentioned Sebastiano and I asked myself if ,in the world, still exist people who get themselves enrapture by poetry, if still exists a very pure and anguished spirit which seeks refuge in verses. Therefore, urged by my unquenchable curiosity, I need to meet him and an evening we rung up and... What a surprise!
I thought to find me in front of a Sicilian interlocutor, instead I felt the sensation of speaking with a Lombard "white-collar worker"!
He is the right man, I love unusual stories....

Sebastiano Adernò

He was born in Avola, in the province of Syracuse, in 1978. After getting a technique school-leaving certificate in Electronics and telecommunication, he decided, defying his mother's wrath, to enrolle to the Statale in Milan to apply himself to human studies.

lunedì 12 luglio 2010

Ilaria Marzoli: stilista per passione

Arrivo puntuale al nostro appuntamento e lei è già lì ad aspettarmi. Immaginavo di trovarmi davanti una fashion victim e invece mi si presenta una piccola Armani uscita dalla passerella: jeans, canotta nera, scarpe basse, capelli raccolti in una coda arruffata e una miriade di bracciali che mi spiega poi essere la sua passione. Un viso pulito, un sorriso timido e uno sguardo sveglio che attira subito la mia attenzione. Ci sediamo davanti ad un caffè freddo shakerato ed inizia a parlarmi dei suoi sogni...


Ilaria Marzoli

Nasce a Firenze nel 1987. Nonna e madre proprietarie di un’azienda produttrice di abbigliamento femminile, cresce tra le stoffe e con il tarlo della moda fin da piccola, e quando acquisisce la consapevolezza che questo è il suo futuro e che vuole diventare la stilista dell’azienda di famiglia, quest’ultima viene chiusa come tantissime piccole e medie aziende che in Italia non ce l’hanno fatta da sole a superare il periodo di crisi. 
Frequenta il Liceo Linguistico Internazionale G. Capponi di Firenze, ma dopo varie prese di posizione alla ricerca della facoltà che le avrebbe assicurato il lavoro, andando contro il volere della mamma che dopo la sua esperienza,  non voleva vederla fare la sua stessa fine, la sua passione ha il sopravvento e si iscrive alla Facoltà di Cultura e Stilismo della Moda a Firenze.  In questo momento sta completando gli studi e la aspetta il periodo di praticantato. Dopo la laurea vuole seguire un corso di Cool Hunter  che le permetta di girare il mondo alla ricerca dei trend.


Che significato ha per te la parola moda?
Sicuramente arte prima di tutto. Non concepisco la moda come quella del momento, la fantasia piuttosto che il colore ecc. A me ad esempio piacciono stilisti come McQueen prima della sua morte oppure stilisti giapponesi come  Junya Watanabe. La passione per la moda è qualcosa che nasce da dentro e non può essere imposto dall’esterno come molte volte accade.

Quindi non sei una fashion victim?
Prima si, ma sai quando sei piccola è normale. Adesso mi vesto come piace a me senza pensare a ciò che dice la gente. Certo a volte non puoi proprio mettere tutto, diciamo che non siamo Londra!!!

Ti piacerebbe fare un’esperienza lavorativa all’estero?
Mi piacerebbe andare a Londra, Parigi,  Barcellona magari per un anno per poter provare e poi chissà!Sarebbe anche bello vivere a Tokio.

Da dove nasce l’amore e la dedizione per la moda?
L'amore nasce dalla famiglia, la dedizione è nata dentro di me.

Qual è la tua fonte di ispirazione?
Per quanto riguarda gli stilisti, mi piace molto Gucci da quando ci lavora Frida Giannini. Poi McQueen, un genio come lui non tornerà mai più. Mi piaceva Gianni Versace ma non apprezzo Donatella . Poi secondo me gli uomini che disegnano per le donne riescono a fare un lavoro migliore rispetto ad una donna che disegna per la donna. Forse perché sono in grado di tirare fuori  lati che una donna non sa neanche di avere.  

Qual è il tuo outfit preferito?
Tacchi sicuramente, sfrutto il momento del platò! Poi mi piace molto Mary Katrantzou che crea abiti molto semplici ma con bellissime stampe, quindi ora come ora ti direi un suo abito, tacchi e un’infinità di bracciali che sono la mia passione! Però se ci incontriamo la prossima settimana magari potrei dirti tutt’altro. Mi piace cambiare.

Scegli tra il diventare una ricchissima stilista snob e sola o una eterna sognatrice che disegna per amore della moda ma senza soldi e piena di affetti.
Cattivissima questa! Se ti dicessi la sognatrice che disegna per l’amore della moda, sarei davvero  un’ipocrita, perchè sto studiando e lavorando per arrivare da qualche parte. Magari però troppo snob no!

Il vestito, esattamente, per te che cosa è?
Il vestito è una carta d’identità, dovrebbe rispecchiare quello che senti e come sei dentro. Una persona deve cercare di far emergere se stesso attraverso gli abiti che indossa. Può essere considerata superficialità da alcuni punti di vista, però secondo me è davvero l'oggetto che potrebbe far capire chi sei agli altri.

A quale personaggio cambieresti il look?
In questo momento a Shakira! Prima di tutto i capelli. Lei è bellissima ma quei vestitini che usa non la valorizzano. Invece mi piace molto Olivia Palermo che ha un bel look giornaliero.

Da poco hai fatto una sfilata, a cosa ti sei ispirata? Chi ha indossato le tue creazioni e dov’è stata realizzata?
Sono partita dal presupposto che nella società di oggi le persone sono molto inquadrate e sottomesse, nel senso che fanno ciò che gli viene detto di fare senza replicare. Quindi ho pensato di creare una collezione in cui gli abiti impediscono i movimenti e siano pieni di catene.
Io stessa ho indossato l’abito che ha sfilato e il tutto si è svolto alla Loggia del Mercato Nuovo a Firenze. Certo ovviamente c’era l’imbarazzo di essere mezza nuda per le strade della mia città con un abito che mi bloccava il movimento di un braccio e anche delle gambe, inoltre c’era freddo ed eravamo all’aperto, però sicuramente questa esperienza non la dimenticherò mai!
 
I tuoi amici ti chiedono consigli sul loro guardaroba?
Si certo, quando devono uscire mi chiedono cosa mettere o se devono andare a comprare vestiti mi portano con loro!

Qual è il must di stagione?
Per quest’estate vedremo vestiti lunghi (anche se io non li indosserei mai perchè non mi piacciono!) e sandali gioiello. Per quanto riguarda i colori, avremo il turchese, il verde smeraldo, il rosso corallo che con l’abbronzatura risaltano bene.

Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una donna?
Tubino nero classico che puoi usare dalla mattina alle 9 fino alla sera quando vai a ballere! jeans, camicia bianca, trench, una borsa media e nera e scarpe con un tacco da 8/9 cm.

Quando sei in difficoltà, chi ti aiuta?
La mamma e la nonna!  Ad esempio per questa sfilata mi hanno aiutata tantissimo, anche perché il vestito che ho proposto era molto difficile da realizzare e quindi sono state la mia salvezza!

Quando hai capito che avresti voluto fare la stilista?
Beh, il mio abbonamento a Vogue risale alla notte dei tempi, però nell’ultimo anno del liceo c’è stata la mia insegnante di scienze che mi diceva sempre che le piaceva tantissimo come mi vestivo e anche lei aveva capito che c’era qualcosa in me!Così con il retaggio che mi portavo dietro dalla mia famiglia e il gusto per la moda che mi ha sempre contraddistinta, ho deciso di seguire questa strada.

Sai cosa ti aspetta quando finirai la scuola?
Una giungla! Ci sarà la legge del più forte. So come funziona ma dire “sono preparata ad affrontarlo” , fin quando non ci sei dentro, è impossibile. Diciamo che ho il coltello tra i denti!

Cosa ti aspetti dal futuro?
Un po’ di soddisfazione. Ora come ora è difficile dire che riuscirò a realizzare i miei sogni, però spero in un po’ di soddisfazione. So che dovrò fare tanta gavetta e che dovrò aspettarmi di essere schiavizzata per i prossimi dieci anni, però si, ci spero.

Cosa stai facendo in questo momento per raggiungere il tuo sogno?
Sto studiando e mi sto preparando per il mio futuro. A breve farò lo stage e spererei di iniziare da li la mia carriera.


Ha ragione Ilaria, fuori sarà una giungla ed è difficile districarsi tra chi vuole emergere come lei e tra chi ha già un posto assicurato grazie ai favori. Però una cosa non si può togliere a nessuno, ed è la speranza di farcela e la passione per ciò in cui si crede. 
Io ci credo in questo e sono qui per dimostrarlo insieme a voi.
In bocca al lupo Ilaria!


Sonia.
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Ilaria Marzoli: stylist for passion

I punctually arrived at our date and she was already there waiting for me. I imagined to meet with a fashion victim but, contrary to what I thought, she appeared to me like a little "Armani" came out of a catwalk: jeans, black shirt, low shoes, her hair turned up in a ruffled ponytail and a multitude of bracelets which are her passion, like she herself said to me. A clean face, a shy smile and a smart look which immediately attracted my attention. We took a sit and, with a cold shakered coffee, she started to speak about her dreams...

Ilaria Marzoli

She was born in 1987. Her mother and her grandmother were owners of a women's wear manifacturing industry. Sha grew up among clothes and with the obsession of fashion, but when she became conscious of the fact that this will be her future and that she wanted to become the stylist of her family industry, the industry closed, like most small and medium enterprises in Italy which didn't overcome the crisis period.